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Dott.Gilda La Bruna

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UN CASO DI ERLICHIOSI :    Dott. G. La Bruna - Dott. S. Foti 

L’Erlichiosi è un’ infezione causata da una rickettzia appartenente alla specie Erlichia trasmessa attraverso un vettore, la zecca. 

Questa infezione agisce parassitando i leucociti circolanti e provocando come sintomo fondamentale una imponente piastrinopenia. La patologia è molto diffusa nel bacino del Mediterraneo ed assimilabile per modalità e tipologia alle rickettziosi che colpiscono l’uomo. La sintomatologia è complessa ed è caratterizzata da dimagrimento, affaticamento, stato febbrile, possibili emorragie e sintomi respiratori, inoltre  tende a cronicizzare ed a determinare quadri principalmente a carico del sistema ematopoietico, nervoso, e delle articolazioni. La frequenza con la quale si assiste alla morte o alla complicanza di tali quadri spinge l’attenzione su tale patologia e l’aver potuto affrontarla in modo alternativo e più completo è stato una dimostrazione di come si possa ottenere non solo una guarigione clinica ma anche un miglioramento dello stile di vita dell’animale. Una terapia che tende non solo ad eliminare il sintomo ma anche a rendere l’individuo centro della sua vita.

La storia I VISITA: D. cane Meticcio, maschio di 7 ANNI

Motivo della visita : dolore nella regione lombare ed eczema pruriginoso.

Anamnesi: da cucciolo ha contratto diversi tipi di parassiti (ascaridi, trichiuris, tenia) e trattamenti terapeutici correlati. Presenta un eczema dorso-lombare che è comparso nel mese di maggio-giugno, molto pruriginoso di colore rosso con perdita di pelo, curato con pomate al cortisone. Nel mese di settembre 1999 il cane soffre di un’ emorragia dal retto dopo la defecazione, viene curato con antibiotici e antiemorragici, ma la sintomatologia peggiora fino al  mese di febbraio 2000 quando il cane non riesce a defecare, preferisce la posizione da seduto, accusa dolore in tutta la regione lombare. Quadro sintomatologico attuale alla visita il cane presenta un’ernia perianale di prostata fortemente ipertrofica e temperatura  febbrile  di circa 40°C. Esami del sangue Emocromo: piastrinopenia, leucocitosi, Q:P:E: < albumine  > globuline  > beta 

Esame delle urine: bilirubina, sangue, leucociti. 

Test sierologico per Erlichia risulta positivo.

Repertorio: Lasciato, abbandonato, si sente:

Affettuoso

Distruttività

Paura del temporale:- durante

Sensibile al rumore

Paura da solo

Peggiora al buio e la sera

Considerato anche il rapporto col proprietario ed in particolare l’attaccamento morboso la I prescrizione è phosphorus 200k a secco poi 35k tre globuli tre volte al giorno per 30gg.

Al trentesimo giorno il cane è tornato a visita molto  migliorato il proprietario ha riferito un aumento dell’appetito, scomparsa del dolore, miglioramento della defecazione, scomparsa del sangue.

Dopo due mesi dalla 200k si ha il ritorno della sintomatologia con problemi nella defecazione e prostata ingrandita ma non prolassata. All’ esame del sangue nel Q.P.E.  si nota un miglioramento delle albumine. prescrizione: Phoshorus MK Dynamis e continuare poi con la 35k tre globuli mattina e sera per 60gg.

Dopo 60 giorni si ha un miglioramento generale, il pelo è più lucente ed il cane ingrassato continua con la 35k .

da lì a pochi giorni compaiono sui calcagni  e sui piedi anteriori e posteriori dei duroni che si rompono e gemono pus e sangue. In realtà ad ogni inizio di estate il cane soffriva di un eczema dorso-lombare, che nel corso della terapia omeopatica si era spostato alle zampe.

D. continua la terapia omeopatica migliorando progressivamente anche nel mentale. Dopo due anni circa il test Erlichia risulta negativo. 

Nel nostro ambulatorio, nelle nostre quattro mura, quando entra un animale dalla porta e ci mostra la sua voglia di guarire ci troviamo davanti a delle scelte, a delle armi, che se ben utilizzate ci devono dare la guarigione. Scegliere la terapia omeopatica non è certamente l’opzione più semplice ma è in coscienza quella che riteniamo più completa e duratura.

Diventiamo così testimonials dell’omeopatia ed è anche in tale spirito che bisogna mostrare i propri risultati. Questo caso non vuol essere altro che una riprova di come si possa fare di più scegliendo anche la strada più difficile consapevoli di inseguire la guarigione vera. Il successo riteniamo sia aver ridato dignità alla vita di D. ed aver fatto qualcosa in più per il suo padrone. 

Questo lavoro scritto in sintesi è stato pubblicato su : "Il medico omeopata" , n.20 anno VII.